Recensione

La Storia
Il protagonista di questa versione su piccolo schermo di GTA è Huang Lee, giovane figlio del capo della Triade (la mafia cinese) appena assassinato. Il ragazzo si sta recando da Kowloon a Liberty City per consegnare la spada “Yu Jian”, che simboleggia il potere e viene tramandata di generazione in generazione (in realtà è stata vinta a carte dal padre), a suo zio Wu “Kenny” Lee. Ma viene rapito appena sceso dall’aereo, e riesce a salvare la pelle fingendosi morto e cavandosela con una ferita alla testa ed un bagno fuori stagione. Deciso a recuperare la spada e vendicare la morte del padre, Huang si ritroverà coinvolto suo malgrado nella lotta alla successione al padre, svolgendo una serie di lavoretti per i piccoli boss della città, che aspirano a diventare il nuovo capo della Triade, magari guadagnando, tra una missione e l’altra, un bel malloppo con il traffico di droga.
Il gioco
La prima novità di GTA: Chinatown Wars è ovviamente lo stile grafico, rivoluzionato per adattarsi alle capacità del portatile Nintendo. Chi conosce e gioca GTA solo dal terzo capitolo potrà storcere il naso davanti a questo ritorno al passato, ma si tratta di una scelta senza dubbio azzeccata. Liberty City è disegnata con la tecnica del cel shading, l’inquadratura è simile a quella dall’alto dei primi due episodi, ma l’angolazione della telecamera permette di avere un campo visivo più ampio, apprezzabile soprattutto nelle sezioni di guida, che ci portano a percorrere una Liberty City mancante di alcune sezioni, ad esempio l’isola di Alderney introdotta in GTA IV, ma sempre enorme e piena di vita. Il sonoro è quindi l’aspetto che più ha sofferto della limitata capacità in termini di memoria offerta dalla cartuccia: le diverse stazioni radio ci sono ancora, ma scordatevi le canzoni cantate, qui sostituite da semplici midi. Il parlato è scomparso ad eccezione delle simpatiche esclamazioni dei passanti, mentre i vari effetti sono ben realizzati. Ma pur cambiato tecnicamente questo episodio presenta gran parte degli elementi distintivi della saga, introducendo anche molte novità grazie al touch screen, usato nei modi più svariati. Innanzitutto farà da PDA e GPS, permettendo di ricevere i messaggi ed impostare il percorso per raggiungere gli obiettivi, tra cui i molti spacciatori che commerciano a Liberty City, che non esiteranno a contattarci per offrirci la loro merce o per cercare qualche buona offerta. Infatti in Chinatown Wars gran parte dei soldi si fanno proprio sapendo comprare e rivendere i sei tipi di droghe presenti, anche se sono ancora presenti le missioni da tassista, vigilante e paramedico, che alla guida dell’ambulanza aggiunge anche il dover usare il defibrillatore premendo sul touch screen. Ma in Chinatown Wars impossessarsi di un’auto è più faticoso che mai: quelle che viaggiano in strada sono facili da rubare, ma la polizia pattuglia ogni angolo di strada, ed appena saliremo su di una si lancerà al nostro inseguimento, ma ora potremo far scendere il livello di stelle anche eliminando le vetture della polizia. Le vetture parcheggiate sono invece dotate di antifurto da aggirare prima che scattino. Ne esistono di tre tipi: il primo necessita solo del giravite da infilare nel buco e dar girare in senso orario ed antiorario fino a che l’auto non si mette in moto. Col secondo si devono svitare le quattro viti per aprire il pannello e quindi collegare tra loro i due fili esposti. Il terzo modello di antifurto è quello più hi-tech, in quanto bisogna collegarci il PDA e inserire i 4 numeri del codice dell’immobilizer. Oltre che a rubare auto il touch screen servirà lanciare le molotov o dirigere il getto d’acqua dei camion dei pompieri, per disegnare tatuaggi, grattare le schede dei Raschia e Vinci, o semplicemente per pagare il pedaggio. Questi ed altri minigiochi che ben si innestano nel classico schema di gioco di GTA, rendendo Chinatown Wars piacevole e mai noioso. Purtroppo la storia principale non è lunghissima (massimo 10-12 ore), ma le missioni secondarie, come distruggere le 100 telecamere sparse per la città, e la modalità multiplayer in locale assicurano una buona longevità extra al titolo Rockstar.