Recensione
Giana Sisters DS
Un platform per Nintendo DS in cui si prendono potenziamenti, si rompono blocchi a capocciate e eliminano i nemici saltandogli in testa? Se non stiamo per parlare del nuovo Mario Bros direi che è qualcosa che gli si avvicina molto.
Infatti questo Giana Sisters DS è indubbiamente molto simile ai vecchi Mario bidimensionali, e devo dire che fa un certo effetto vederlo girare su una macchina Nintendo, dopo la querelle a suon di carte bollate che ebbe per protagonista il titolo originale. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di spiegare come stanno le cose anche ai lettori più giovani. Nel lontano 1987, con il Commodore 64 ancora sulla cresta dell’onda e Super Mario Bros ad esclusivo appannaggio dei possessori di un NES, una piccola software house tedesca, la Rainbow Arts, esce sul mercato con The Great Giana Sisters, ovvero la propria rilettura del famoso gioco Nintendo. Il gioco, scritto da Armin Gessert, è caratterizzato dall’ipnotica melodia iniziale, opera di Chris Huelsbeck, dalla piacevole veste grafica e dal raffinato level design, entrambi a cura del giovane Manfred Trenz, un programmatore tedesco che sarebbe di li a poco assurto a ruolo di mito grazie al più conosciuto Turrican, ma si rivela soprattutto un capolavoro di giocabilità, attirando l’attenzione dei felici possessori di un Commodore 64 e della Nintendo stessa, che accusa la Rainbow Arts di plagio e fa ritirare il gioco dagli scaffali a nemmeno una settimana dalla sua uscita. Ma la pirateria dilagante dell’epoca fa il suo corso, permettendo a chiunque lo volesse di giocare i 32 schemi di The Great Giana Sisters, in barba alle lamentele Nintendo.

Dopo oltre vent’anni, orfana di Manfred Trenz e Chris Huelsbeck ma con Armin Gessert come produttore esecutivo, Giana è tornata con un titolo che ancora una volta è fortemente debitore nei confronti di Super Mario Bros. Fortunatamente l’aspetto meno entusiasmante di Giana Sisters DS è la storia piuttosto scontata: le persone normali contano le pecore per prendere sonno, invece Giana contempla il suo forziere pieno di sfavillanti diamanti. Una volta addormentata le forze magiche all’interno del forziere si sprigionano facendolo cadere dal letto, il forziere si apre e i preziosi diamanti vengono inghiottiti da un profondo buco nero. Svegliata dal rumore e dalle luci, Giana non ci pensa due volte e si getta anch’essa nel buco nero all’inseguimento dei diamanti, finendo in un mondo magico e misterioso, che dovrà esplorare per ritrovare i suoi amati preziosi. Oltre che di diamanti blu, che danno una vita supplementare per ogni centro trovati, ciascuno dei nove stages che compongono gli otto livelli di gioco sono pieni di nemici storici come gufi, api o piranha, e di zone segrete ben nascoste, che spesso celano uno dei diamanti rossi che servono per sbloccare lo stage bonus di ogni livello. I vari stages risultano in verità piuttosto corti, e solo quelli avanzati hanno maggior lunghezza o presentano una struttura meno lineare, in modo da rendere necessari dei checkpoints, sottoforma di un fiore in vaso che sboccia al nostro passaggio. Nella sua forma iniziale Giana potrà solo saltare in testa ai nemici per eliminarli, ma come nell’originale tra i blocchi a forma di stella è nascosta una palla che la trasforma in una Punk, dandole la possibilità di rompere i blocchi di pietra e di sparare delle palle di fuoco, la differenza è che, come in Mario Bros, adesso la trasformazione funge anche da potenziamento, con Giana che torna normale quando tocca un nemico, uno spuntone o il fuoco e non muore subito come accadeva nel gioco originale. Molto utile negli scontri con il classico boss di fine livello, in questo caso un parente lontano di Bowser con problemi di peso e di digestione, almeno a giudicare dalle palle di fuoco che spara dalla bocca, che ci aspetta alla fine di ogni nono stage, ad esclusione del primo livello. Altra differenza con l’originale è la mancanza di ulteriori potenziamenti, come il doppio fulmine che permetteva alla pallina lanciata da Giana di rimbalzare o la sveglia che bloccava i nemici, sostituiti in alcuni frangenti da distributori che rilasciano una gomma da masticare, che ingloba Giana permettendole di alzarsi in volo soffiando nel microfono, o una bottiglia di soda gassata, che può essere stappata per distruggere blocchi di pietra laterali, spostare nemici o spegnere il fuoco.
Conclusioni
Giana Sisters DS non spinge il portatile Nintendo ai suoi limiti tecnici, è troppo corto e facile, eppure è talmente giocabile da incollare al portatile fino alla sua conclusione, senza contare il fattore nostalgia, che lo rende indispensabile per chi ha giocato l’originale all’epoca della sua uscita.
Pro
- Molto immediato e divertente;
Contro
- Nulla di innovativo;
- Piuttosto corto e facile da terminare;
Voto
7.5grafica:7.5
sonoro:7.5
giocabilità:8
longevità:7
Info
Genere
Platform
Versione
PAL
Giocatori
1
Produttore
dtp entertainment AG
Sviluppatore
Spellbound Entertainment
Testo a schermo
Italiano
Disponibilità
Disponibile
Prezzo
29.90€
Screenshots