Recensione

Protagonista di questo intrigante titolo è Parin, una bambina con atteggiamenti un po’ mascolini.
La sua avventura parte da quando sua madre decide di mandarla in visita a casa del nonno Hyperbolic presso la città di Tiese. Non appena arrivata, la piccola si accorge che la popolazione del paese è costituita da soli adulti, perlopiù minatori, e da nessun coetaneo con cui poter giocare e fare amicizia, ma presto Parin nota una bambina, strana e inquietante, che nessun altro, a parte lei, è in grado di vedere.
La bambina appena conosciuta si chiama Pino e non è una bambina come le altre, non è una persona comune, ma proviene da un luogo, accessibile tramite un passaggio segreto posto in prossimità della crepa di un muro, conosciuto col nome di Villaggio dei mostri.
Allarmati da una tale notizia gli abitanti di Tiese affidano all’intraprendente Parin il compito di proteggerli e aiutarli a difendersi dalle creature del Villaggio dei mostri. La popolazione ripone nelle mani di Parin un’arma incantata (che lei estrae da una roccia) da utilizzare per combattere i nemici, inizia così la sua ricerca alla volta di mostri da far fuori….
Gurumin: A Monstrous Adventure è un titolo che ricalca i classici elementi dell’action, la sua struttura è semplice ed essenziale ed è proprio questa caratteristica che lo rende un game coinvolgente, capace di accattivare i videogiocatori di tutte le età. La polarizzazione dei due villaggi, quello dei mostri da un lato e quello abitato da nonno Hyperbolic, contribuisce a rendere essenziale l’esecuzione del gioco e a caratterizzare la dicotomia dei due luoghi.
Sul personaggio principale è stata indirizzata la cura principale per quanto riguardo il lato estetico, la piccola Parin è contraddistinta da movenze realistiche, dai salti, all’uso della trivella (l’arma magica in questione), le sue espressioni risultano veritiere e si adattano bene al prototipo del personaggio giapponese, questo particolare lo si nota al meglio nei filmati di intermezzo che contribuiscono anche a spezzare la monotonia del percorso di gioco e a dare respiro al giocatore.
Le ambientazioni non sono particolarmente curate, ma nonostante manchino di dettagli esse ci appaiono graficamente buone e lo stile adottato si adegua abbastanza bene all’intero scenario.
I costumi, tipicamente orientali, danno un sapore in più al gioco che a lungo andare non ci stancheremo mai di apprezzare.
Trattandosi di un action a tutti gli effetti avremo modo di notare la bellezza dei combattimenti che avvengono in tempo reale. L’arma impugnata da Parin è il fulcro di tutte le vicende, essa si potenzierà procedendo lungo il gioco, reperendo i junk si avrà modo di rafforzare l’arma e di aumentare il livello di altri utili accessori che Parin possiede, come per esempio gli occhiali che servono per non farsi danneggiare dall’acqua.
Ogni mostro è caratterizzato da un punto debole, sono vulnerabili a determinati attacchi sferrati con l’arma incantata. Inoltre sarà possibile infliggere anche degli attacchi speciali, facilmente eseguibili, in uno dei quali basterà tener premuto il tasto X per caricare il colpo per poi assestarlo al nemico.
Il sistema di controllo è elementare, quindi gestibile con facilità, anche se dopo una serie di combattimenti ci apparirà fastidioso a causa delle difficoltà date dall’impugnatura della consolle.
Tutto sommato però, come ogni cosa, basterà farci l’abitudine, adeguandoci in modo da gestire al meglio le nostre lotte.