Una brutta storia
La modalità
Storia del gioco è ambientata nell’antica Roma, ai tempi dell’Imperatore Commodo. La vicenda ha inizio in Dacia, dove i contadini sono in rivolta contro i romani. Per placare la sommossa l’esercito romano invia la Quinta Legione comandata dal generale Lucio Gladio. Ferito ad una gamba e abbandonato dal cavallo, Gladio preferisce rifugiarsi in una capanna dacia, dove resta nascosto insieme ad un bimbo, spaventato come lui, in attesa di tempi migliori. Finalmente i romani vincono la battaglia e Gladio può tornare a Roma, ma portando con se il suo nuovo schiavo, quel bimbo di nome Rassimus, che lui ritiene gli abbia portato fortuna. Gli anni passano e Gladio, ormai prossimo alla pensione, decide di aprire una scuola per gladiatori, e pensa che non sarebbe una cattiva idea che Rassimus partecipasse agli allenamenti. Rassimus accetta perché vuole conquistare il titolo di gladiatore più forte, e con esso la spada di legno che significa la libertà dalla schiavitù. Da qui in poi il giocatore prende il controllo del giovane schiavo, guidandolo lungo le otto specialità di allenamento. Per ognuna di esse Rassimus deve superare tre prove: due corrispondono a dei minigiochi a tempo in cui guadagnare più punti possibili, mentre la terza prova è un quiz di dieci domande a risposta multipla riguardo la storia e le abitudini degli antichi romani. Superate le tre prove Rassimus può accedere al colosseo per sfidare il gladiatore di quella specialità. Per decidere l’esito dello scontro i due sfidanti scelgono a turno il gioco da affrontare tra la sequenza di tasti da premere, i movimenti da fare con il Wiimote e l’immagine da tracciare seguendo quella sullo schermo. La differenza di punteggio alla fine di ogni prova viene sottratta alla barra vitale del perdente, fino a che uno dei due non rimane senza energia. Se le prime prove sono un semplice peregrinare tra le tre zone in cui ci sono minigiochi, ben presto Rassimus si troverà a dover perlustrare l’intera città di Roma, dovendo chiedere aiuto a diversi abitanti: dal fabbro, per recuperare l’oro rubatogli da una ladra, fino a Cicerone, dal quale riceverà preziose informazioni sulla sua famiglia. Vi lascio il piacere di scoprire il resto della storia, ma vi anticipo che si tratta di un’avventura piacevole e ben congegnata - la visuale in prima persona attivabile con il tasto B sembra inutile, ma è indispensabile per trovare degli indizi verso la fine della storia -, con una grafica discreta, delle musiche piacevoli, un buon doppiaggio della voce narrante, e soprattutto dei controlli semplici da imparare e molto precisi nei vari minigames. Peccato che finisca molto presto a causa della facilità delle prove; i vari giochi difficilmente richiedono una secondo tentativo per essere superati, mentre i quiz danno qualche problema in più, ma visto che le domande non sono moltissime, e che in caso di risposta errata viene svelata quella esatta, basterà ripetere i test una sola volta per passarli.
La modalità singola permette comunque di sbloccare i 30 e più minigames presenti, per giocarli con amici e parenti Molti sono giocabili in contemporanea, alcuni vanno affrontati a turno, ma tutti, pur non essendo molto innovativi, sfruttano bene il Wiimote e risultano piuttosto piacevoli. Ci sono giochi di memoria come le carte da scoprire, le chiavi del proprio colore da ricordare, o il gioco del fabbro, con le armi ancora calde da forgiare sull’incudine, che in pratica è la riproposizione del “simon”. Altri mettono alla prova il colpo d’occhio, come quelli in cui bisogna individuare il particolare di un quadro o le varie regioni dell’impero romano sulla mappa. Particolarmente divertenti sono il minigioco nel quale bisogna utilizzare solo l’udito per capire se l’animale che ci è davanti striscia, cammina o vola e colpirlo di conseguenza, e quello in cui si deve lanciare la medicina nella bocca di Cicerone e, quando si appisola, svegliarlo schizzandogli l’acqua in faccia.